Uccidendo agnelli faccio studiare i miei figli

Leggo con la mia tipica espressione disinteressata l’articolo sul pastore sardo che scrive alla Presidente della Camera Laura Boldrini. Avrete letto che qualche giorno fa la Boldrini ha adottato due agnelli salvandoli dal mattatoio. Mi fa sicuramente piacere che le istituzioni tentino di sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti degli animali (anche se salvare un agnello e mangiarsi un maiale mi sembra un po’ ipocrita), ed è una bella cosa che il consumo di carne sia drasticamente calato nel corso degli ultimi anni (anche se il Giornale di Vicenza nel frattempo fa propaganda intervistando un paio di macellerie per far capire, giusto prima di Pasqua, che il consumo di agnello non è in calo).

La lettera del pastore sardo

Ma torniamo al nostro pastore. Il fulcro della lettera è che, con il suo gesto e le sue parole, la Boldrini avrebbe danneggiato l’attività dell’allevatore. Voglio riportarvi alcuni passaggi della lettera che meritano un po’ di attenzione.

È grazie alle pecore e agli agnelli che io e mia moglie abbiamo dato la possibilità alle nostre figlie di conseguire lauree importanti e sono sempre le pecore che stanno permettendo a mio figlio Giovanni di vivere dignitosamente e proseguire negli studi.

Insomma, il fine giustifica i mezzi. Se fossi uno spacciatore che rischia le manette, potrei giustificarmi dicendo “E’ grazie alla coca che spaccio se i miei figli hanno i soldi per studiare”. Il fatto che un’attività ti dia la possibilità di aiutare i tuoi cari non vuol dire che sia una cosa buona, a mio avviso.

la vita di quei due agnellini avrà un corso tutto suo, cioè diventeranno adulti, di peso ragguardevole e alla fine moriranno obesi e infelici dopo essere stati stressati dal figlio di papà di turno ogni qualvolta si voglia fare una gita fuori porta

Questi discorsi li ho sentiti in diverse occasioni, ed ancora non mi capacito che ci siano persone che possano pensare cose del genere. Davvero si può pensare che un agnello possa preferire morire sgozzato da piccolo piuttosto che vivere una vita lunga, ingrassando ed interagendo con dei bambini? Forse dovremmo ucciderci tutti: ci risparmieremo tutte le rogne del crescere ed invecchiare!

voglio dirLe che il giorno che si caricano gli agnelli da macello non è mai un bel giorno per me

Ok, qui abbiamo il paradosso di chi vuole difendere a tutti i costi il consumo di carne. Ammazzare gli agnelli si deve fare, va bene farlo, ma ucciderli è sempre una cosa orribile, che provoca tristezza. Perché allora lo fai ancora? Chi ti costringe? Certo, bisogna pur campare e far studiare i figli, sacrosanto. Ma dal doverlo fare all’essere supportati a farlo c’è una bella differenza.

Per non dimenticare…

Chiudo questo sfogo applaudendo il grande Cruciani che twitta una foto con 3 agnelli scuoiati per difendere il proprio diritto a mangiare quel che vuole (e chi glielo impedisce?) nonché la necessità di salvaguardare le nostre tradizioni. Proprio la tradizione di Pasqua, che celebra la vittoria della vita sulla morte. Bravo!

Condividi...
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *